PARROCCHIA

 

SANT’ANDREA APOSTOLO

 

TORTOLI’ 

 

Benvenuti!

 

ORARI SANTE MESSE 

 

 

Giorni Feriali 

ore 18.00

 

il sabato si celebra

in Sant'Antonio alle

ore 18.00

 

Giorni Festivi

ore 7.30 - ore 10.00

 ore 18.00

 

DOMENICA 22 SETTEMBRE

XXV Domenica del T.O.

 

LIBERACI SIGNORE DALL'AVIDITA' DELLA RICCHEZZA

 

I beni materiali sono cose di poco conto. In questo “poco” ci è chiesta la fedeltà, cioè il non perdere occasione per fare del bene, affinché ci venga dato il “molto” da godere per l’eternità. Per salvarsi non basta dire di aver guadagnato onestamente il denaro. Bisogna fare il passo della carità. Dobbiamo imparare a non godere dei beni di questo mondo con egoismo sfrenato, perché essi sono un dono di cui un giorno dovremo rendere conto.

 

Il vangelo di questa domenica ci invita a pensare e a preparare il nostro vero futuro. Il nostro futuro umano, terreno vorremmo che fosse sempre più bello e per questo ci diamo da fare per realizzare un benessere sempre più grande e rassicurante. Non immaginiamo altro futuro che quello del benessere. Sappiamo che questo prima o poi verrà a mancare, ma preferiamo non pensarci, affidandoci all’illusoria sicurezza dei beni materiali. Oggi Gesù ci invita ad uscire da questa illusione, ad aprire gli occhi sulla vera realtà, a guardare a quel futuro che è oltre la vita terrena. L’uomo intelligente e scaltro non è quello che spende la sua vita per assicurarsi un futuro precario che certamente finirà, ma quello che pensa fin da ora a costruirsi il futuro eterno. Siamo fatti per l’eternità. Il tempo ci è dato per questo unico e solo scopo: per realizzare la nostra beatitudine eterna. Il nostro futuro eterno si prepara nel tempo usando i beni di questo mondo per fare del bene, per aiutare soprattutto i più bisognosi, come ha fatto l’amministratore disonesto della parabola.

  Nessuno si può considerare vero proprietario di quello che possiede: siamo solo amministratori provvisori, che dovranno rendere conto dell’uso fatto di questi beni. Spesso dissipiamo i doni di Dio e i suoi talenti. Non siamo buoni amministratori. ma c’è una via di riscatto: fare il bene. L’elemosina, dice l’apostolo Pietro, “copre ancora una moltitudine di peccati”. Se hai fatto del male, copri il male di bene. Se hai causato le lacrime, ora rendi felice qualcuno. Allora la ricchezza diventa uno strumento di redenzione e di salvezza. La buona gestione delle cose materiali, spese a favore degli altri, costituisce un pegno per accedere alla vita eterna, che è vita stessa di Dio.  Il tempo presente, dunque, risulta essere decisivo per il nostro futuro di eternità.  Il discepolo di Cristo non può rincorrere l’effimero appagante, preferire la logica dell’avere su quella dell’essere. 

 Don Piero

 

  

PREGHIERA

 

 Signore Gesù,

concedici di usare con intelligenza e

carità i beni che ci hai donato,

predisponendo il nostro cuore e

le nostre azioni alla condivisione con i fratelli. 

Amen! 

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TORTOLI' IN CAMMINO 

Tortolì in Cammino 22- 28 Settembre.pdf
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ED IL VANGELO A FUMETTI,

DA STAMPARE LEGGERE E COLORARE 

Vangelo a fumetti - 22 Settembre 2019 -
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**** BACHECA NEWS ****

 

AVVISI E PROGRAMMI DELLA PARROCCHIA

 

Sabato 12 ottobre 2019 in San Giuseppe a Tortolì

alle ore 19.30 inizierà il

 

Corso in preparazione al Matrimonio Cristiano

 

È necessario iscriversi al più presto!

 

 

 

LE OMELIE DI PAPA FRANCESCO 

 

IL SANTO PADRE

 

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LA COMPASSIONE E' ANCHE IL LINGUAGGIO DI DIO

  

La compassione è come “la lente del cuore” che fa capire le dimensioni della realtà, è anche il linguaggio di Dio, mentre tante volte il linguaggio umano è l’indifferenza. Aprire il cuore alla compassione e non chiudersi nell’indifferenza. E’ il forte invito che stamani Papa Francesco rivolge nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta. La compassione, infatti, ci porta sulla via della "vera giustizia”, salvandoci così dalla chiusura in noi stessi. Tutta la riflessione parte dal brano del Vangelo di Luca della Liturgia di oggi (Lc 7,11-17) nel quale si narra dell’incontro di Gesù con la vedova di Nain che piange la morte del suo unico figlio, mentre viene portato alla tomba .La compassione è anche il linguaggio di Dio. Non incomincia, nella Bibbia, ad apparire con Gesù: è stato Dio a dire a Mosè “Ho visto il dolore del mio popolo” (Es 3,7); è la compassione di Dio, che invia Mosè a salvare il popolo. Il nostro Dio è un Dio di compassione, e la compassione è – possiamo dire – la debolezza di Dio, ma anche la sua forza e qui, se la compassione è il linguaggio di Dio, tante volte il linguaggio umano è l’indifferenza. Il Papa si dice poi toccato da una parola del Vangelo odierno quando Gesù dice a questa mamma: “Non piangere”. “Una carezza di compassione”, e il Papa rimarca proprio la fine quando si afferma: “Ed Egli lo restituì alla madre” lo restituì: un atto di giustizia. Questa parola si usa in giustizia: restituire. La compassione ci porta sulla via della vera giustizia. 

a cura di  Marco LADU

 

 

La Santa Sede

Diocesi di Lanusei

 

 

Comune di Tortolì


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