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NEL SITO DELLA

PARROCCHIA DI SANT’ANDREA

TORTOLI’ (OG)

 

PARROCCHIA DI SANT'ANDREA APOSTOLO

 

ORARI SANTE MESSE

 

Giorni Feriali 

ore 17.00

 

il sabato si celebra

in Sant'Antonio alle

ore 17.00

 

Giorni Festivi

ore 7.30 - ore 10.00

 ore 17.00

 

DOMENICA 17 FEBBRAIO

VI DOMENICA del T.O. 

 

BENEDETTO L'UOMO

CHE CONFIDA NEL SIGNORE

 

Tutti vogliamo essere felici: è l'aspirazione insita nel nostro essere. Facciamo l'impossibile per raggiungere la felicità. Ma dov'è la vera felicità? Come ci si arriva? Qual è la strada? Fondamentalmente le vie percorse dagli uomini sono due e sono quelle indicate nella prima  lettura e nel Vangelo. Chi è il vero beato? Chi ha soldi, successo, potere?  Gesù spiazza la mentalità corrente e dice che Dio e solo Lui fa felice l'uomo. La felicità sta nel sentirsi amati da Dio e nell'amare con il suo amore.

 

 

Annunciando le beatitudini Gesù capovolge il nostro modo di pensare. Proclama Beati i poveri e ammonisce con forza i ricchi: "Beati voi poveri ... Guai a voi ricchi ..." Noi invece pensiamo e diciamo il contrario: Beati i ricchi che possono godersi la vita, sfortunati i poveri che non possono essere felici, che non hanno ricchezze. Noi facciamo consistere la beatitudine, la felicità nelle ricchezze materiali, nel benessere, nelle comodità della vita, nell'assenza di dolore e di problemi. Gesù, invece, afferma che la vera beatitudine, la felicità vera, l'uomo la possiede solo se possiede il Regno di Dio. Chi lo possiede ha la gioia, chi non lo possiede si illude di avere la gioia. Gesù non proclama beato né il povero, né il ricco, ma solo colui che possiede il Regno di Dio.

L'unica vera ricchezza, fonte di ogni felicità per l'uomo, è il regno di Dio.

Quindi Gesù non proclama beati i poveri perché sono poveri, ma in quanto sono disponibili ad accogliere il Regno di Dio: "Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio." Il regno di Dio non è dei poveri in quanto tali, ma in quanto non pongono la loro fiducia in se stessi o nelle ricchezze, ma solo in Dio e sono pronti ad accogliere il suo amore. I ricchi, invece, che pongono la loro fiducia nelle loro ricchezze, negli onori, nei successi della vita, si accontentano di questo, non cercano altro, hanno in questo la loro consolazione e quindi sono chiusi a Dio e al suo amore. Per questo Gesù dice: "Guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione."

  

Don Piero

 

 

Signore Gesù,

tu che hai vissuto le Beatitudini

da te proclamate e hai sperimentato la povertà,

la sofferenza e l'umiliazione da parte degli uomini,

donami la forza, il coraggio,

per resistere nel momento della prova,

aiutami a non soccombere alla mentalità corrente,

ma a ricercare solo nella comunione con la tua vita

il bene più grande a cui la mia

esistenza può tendere.

Amen!

 

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TORTOLI' IN CAMMINO 

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IL SETTIMANALE PER RAGAZZI LEGGI COLORA e RIFLETTI

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IL VANGELO A FUMETTI

Vangelo a fumetti - 17 Febbraio 2019 - V
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**** BACHECA NEWS ****

 

AVVISI E PROGRAMMI DELLA PARROCCHIA

       CATTEDRA DI SAN PIETRO APOSTOLO

 

Il 22 febbraio si celebra la festa della Cattedra di san Pietro, ovvero il trono ligneo – oggi conservato nella basilica di San Pietro in Vaticano – venerato nel medioevo come sedia episcopale dell’apostolo.

LE BEATITUDINI

 

Le Beatitudini sono la nuova Legge dell’Amore che Gesù ci ha donato scrivendola nei nostri cuori. Esse ci insegnano come si ama in pienezza di Verità Dio e il prossimo.

 

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Il povero in spirito è colui che si affida completamente nelle mani di Dio. Dio occupa il primo posto nella sua vita. Vive solo per amore ed ogni giorno fa la volontà di Dio, come Cristo, amando i fratelli fino a dare la vita per essi.

 

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

L’afflitto è colui che piange vedendo il suo Dio non amato dagli uomini, a lui il Signore darà la sua consolazione. Qui, su questa terra, subirà ogni sorta di male senza mai operare alcun male. Sostenuto dalla grazia camminerà ed un giorno avrà consolazione perché il Signore aprirà le porte del suo Regno.

 

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Il mite è colui che percorre la via di Dio senza ricorrer alla vendetta. In ogni circostanza, con tanta forza, nella preghiera e con la grazia vince il male con il bene.

 

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

L’affamato e l’assetato di giustizia è colui che ha un unico desiderio: compiere in tutto la volontà di Dio. Nutrendosi del suo Amore e della sua Parola camminerà insieme agli altri fratelli per raggiungere il Regno dei cieli.

 

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Il misericordioso è colui che mette la sua vita al servizio del bene per ogni uomo senza alcuna distinzione.

  

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Il puro di cuore è colui nel cui cuore abita Dio. Perché privo di ogni peccato a lui è riservata la visione beatifica di Dio. In questa terra vede Dio presente nei fratelli e un giorno lo contemplerà lassù in cielo dove lo vedrà così come Egli è.

 

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

L’operatore di pace è colui che costruisce la pace di Dio nel mondo,

impegnando tutte le sue forze perché il Signore sia amato da tutti gli uomini.

 

Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

 

Il perseguitato a causa della giustizia è colui che per il Regno si lascia umiliare, condannare, uccidere, sopportando ogni cosa con gioia e con semplicità di cuore, lodando Dio e benedicendolo, offrendo la sua vita per la gloria di Dio e perché sia amato dagli uomini.

 

  Viviamo le Beatitudini che Gesù ha impresso nel nostro cuore per divenire santi. In questo cammino lasciamoci prendere per mano dalla Vergine Maria, Madre della Redenzione, dagli Angeli e dai Santi ed insieme a loro portiamo la Parola di Gesù al mondo che l’ha dimenticata.

IL SANTO PADRE                                                    LE OMELIE DI PAPA FRANCESCO

 

"LA VITA HA VALORE NEL DONARLA"

 


Il martirio di Giovanni, “l’uomo più grande nato da donna” secondo Gesù, è una grande testimonianza: la vita ha valore solo nel donarla agli altri “nell’amore, nella verità, nella vita quotidiana, nella famiglia”.

Il più grande finì così - commenta il Pontefice – “Ma Giovanni sapeva questo, sapeva che doveva annientarsi”. Lo aveva detto dall’inizio, parlando di Gesù: “Lui deve crescere, io invece diminuire”. E lui “si è diminuito fino alla morte”. Ma perché è successo questo? Si chiede Francesco. “La vita dei martiri non è facile da raccontare – spiega - Il martirio è un servizio, è un mistero, è un dono della vita molto speciale e molto grande”. Giovanni muore lì nella cella, nell’anonimato, “come tanti martiri nostri” commenta amaro Papa Francesco.

La vita ha valore solo nel donarla, nel donarla nell’amore, nella verità, nel donarla agli altri, nella vita quotidiana, nella famiglia. Sempre donarla.

A cura di Marco Ladu

 

 

La Santa Sede

Diocesi di Lanusei

 

 

Comune di Tortolì


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