PARROCCHIA

 

SANT’ANDREA APOSTOLO

 

TORTOLI’ 

 

Benvenuti!

 

PARROCCHIA SANT'ANDREA APOSTOLO

 

 a causa dell'emergenza sanitaria

la S.Messa 

si celebra 

 

in comunione spirituale

 

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ogni domenica h.10.00

 

 

  

DOMENICA 29 MARZO 2020

 

V Domenica di Quaresima

  

SIGNORE, TU SEI PER NOI LA RESURREZIONE E LA VITA

 

La risurrezione del corpo, che verrà “nell’ultimo giorno”, richiede la risurrezione del cuore che avviene oggi, durante la vita terrena. Si può essere morti, anche prima di… morire, quando ci si chiude a Dio con il peccato. La comunione con Cristo in questa vita è la condizione per superare il confine della morte, per vivere senza fine in Lui. La condizione della nostra risurrezione e della vita perenne è la fede in  Lui.

 

D

ella morte non si parla, ma è il destino di tutti. In ogni tempo l'uomo ha dovuto misurarsi con questa realtà. Di volta in volta l'ha chiamata «dolce amica» o «nemica crudele», «destino ineluttabile» o «ultimo mistero della vita». Nessuno, pero, di fronte alla propria morte resta impassibile, è sempre chiamato a prendere una posizione (fatalista, angosciata, rassegnata, accogliente ?) e vive sempre un`esperienza di dolore di fronte alla morte delle persone care. In questa quinta domenica di quaresima la liturgia avvicina il battezzato a questo mistero.

Il percorso quaresimale è iniziato con le due domeniche cristologiche (tentazioni, trasfigurazione) e prosegue con le tre domeniche teologiche (la samaritana, il cieco nato, rivivificazione di Lazzaro). ln queste ultime, il centro tematico è la confessione di fede dei protagonisti. Il cieco guarito confessò: «Io credo, Signore» (Gv 9,38). I Samaritani dissero: «Noi crediamo... che questi è il salvatore del mondo» (Gv 4,42).

Marta, sorella di Lazzaro e amica di Gesù, dice: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo» (Gv 11,27). L'atto di fede espresso in questi testi e l’atto di fede del catecumeno e del battezzato. Il contenuto di questo atto di fede non è questa o quella verità, ma è la persona di Gesù, la sua identità, la sua missione. Nell'episodio di Lazzaro c'è la risposta di Gesù all'atto di fede del cristiano: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?» (Gv 11,25-26).

Il Battesimo rende noi cristiani completamente uniti a Lui (Rm 6,5), che è già risorto e che è capace di donare la vita dopo la morte (Vangelo: Gv 11,1-45).

 

 

   Don Piero

 

  

PREGHIERA 

 

Signore Gesù,

che condividi ogni momento

della nostra condizione umana,

in quest’ora di grande sofferenza,

donaci la grazia di sentirci in comunione

con chi soffre, per portare sollievo e speranza.

Amen!

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TORTOLI' IN CAMMINO 

13 - Tortolì in cammino 29 Mar - 4 Apr 2
Documento Adobe Acrobat 9.2 MB

ED IL VANGELO A FUMETTI

Vangelo a fumetti - 29 Marzo 2020 - V Do
Presentazione Microsoft Power Point 1.6 MB

  

**** BACHECA NEWS ****

 

AVVISI E PROGRAMMI DELLA PARROCCHIA

 

Cari parrocchiani di Sant’Andrea,

 

impossibilitati a radunarci

in Piazzetta Roma a causa dell’emergenza coronavirus,

quest’anno la benedizione delle palme la faremo dalla chiesa parrocchiale in unione spirituale con le vostre famiglie domenica 5 aprile alle ore 10.00.

Procuriamoci rami di palma e di ulivo.  

 

 

 

 SANTE QUARANTORE

IN PARROCCHIA

2 - 3 - 4   APRILE

 

 

 

 

Carissimi, viviamo questa situazione di grande emergenza, seguendo e rispettando quanto ci è stato consigliato, senza rinunciare ad adorare Cristo Eucaristia, anche se solo spiritualmente e a pregare Dio, la Vergine Santa e  i nostri Santi insieme alle nostre famiglie.

 

  

 IL SS.MO SACRAMENTO RIMARRA'  ESPOSTO

SOLENNEMENTE

 

dalle ore 10.00 alle 12.00

dalle 15.00 alle ore 17.00

 

Il Parroco e tutta la Comunità,

insieme, spiritualmente

 

2 aprile: Zelatrici O.V.E., Apostolato della preghiera, Rinnovamento nello Spirito Santo.

3 aprile: B.V. Assunta, O.F.S., Santa Rita da Cascia.

4 aprile: Azione Cattolica, Catechiste, San Vincenzo.

 

Ore 17.00: Santa Messa 

 VIVERE CON FEDE QUESTO MOMENTO DI PROVA

Ci sono cose nella vita che ci ricordano quanto siamo fragili, quanto siamo deboli. Ce lo ricordano perché ci fanno fare memoria della malattia e della possibilità della morte. 

           E’ la grande lezione del CORONAVIRUS che come un predicatore rude e senza retorica, ci costringe a fare i conti sulla “possibilità” che tocchi a noi. La preghiera non serve come amuleto. La preghiera rende possibile la possibilità stessa della paura, senza però che quest’ultima detti le regole del gioco.

Preghiamo per affrontare. Preghiamo perché la misteriosa mano della Provvidenza ci aiuti a salvare ciò che conta. Non si tratta di salvare solo la vita, ma di salvare anche ciò che rende la vita degna di questo nome. Preghiamo perché la vita abbia sempre il sopravvento sulla morte, anche quando la morte si presenta a noi come angoscia, scoraggiamento, impotenza. Non dobbiamo pregare per convincere Dio a salvarci.

Di questo penso che ne sia già abbastanza convinto da solo. Dobbiamo pregare per non dimenticare noi che Dio è dalla nostra parte. Dobbiamo pregare perché possiamo convincerci che in qualunque modo finirà la nostra storia, essa finirà nelle braccia di Qualcuno che consideriamo Padre.

In questo senso questa è l’ora in cui dobbiamo intensificare la preghiera. E poter pregare anche per chi non crede, per chi non ha più le parole giuste, per chi è schiacciato o si sente particolarmente solo.

Pregare salva la vita, perché ci ricorda che ciò che conta non è soggetto a nessun virus. 


Ogni giorno alle ore 18.15

 

il parroco recita il Rosario e il Vespro,

celebra l’Eucaristia “in forma privata”, in comunione spirituale con tutta la comunità,

a sostegno dei malati e di chi se ne prende cura.

Il Signore sostenga chi si sente solo e scoraggiato,

rafforzi e guidi gli operatori sanitari,

illumini i responsabili del bene comune.

 

La parola del

Vescovo Antonello

 

LA PAURA DELLA MORTE SCONFITTA DALLA VITA CHE RISORGE

 

Viviamo giorni nei quali è facile fare i conti con il sentimento della paura, persino con il pensiero della morte. Il coronavirus si è impossessato così prepotentemente di questo tempo, che anche il nostro linguaggio sta facendo esperienza di quanto non sia facile parlare di vita e di futuro. Brutto colpo per una generazione come la nostra che si era illusa di allontanare la paura della morte, rimuovendo e censurandone il pensiero. Eppure, come sarebbe bello riconoscere – e molti lo stanno certamente sperimentando in questa stagione tormentata - che la paura ci abita, prende dimora nelle nostre case e nel nostro cuore. E lasciarsi così contagiare da Gesù, dalla sua vita, riscoprendo che anche lui di fronte alla morte ha provato turbamento.

Nella Settimana Santa i Vangeli non ci negano infatti che Gesù, mentre si profilava la sua ora, senza nascondimenti né vergogna disse ai suoi: “Ora l'anima mia è turbata”. Alla vigilia della morte “cominciò a spaventarsi e a sentire angoscia”, fino a confessare, con tristezza: “Ora l’anima mia è triste fino alla morte”(Mc 14,33-34). Quel grido sulla croce: “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?” (Mt 27,46) continua oggi a rivivere nel morire di tante persone e nelle parole di molti disperati.

Ancora una volta però la sua Pasqua diventa l’occasione per raccontarci la parabola più bella e più vera che si possa rivelare: quella del chicco di grano che, cadendo nella buia invisibilità della terra, proprio nella sua morte si apre al sussulto di nuovo germoglio. Un transito che inaugura una risposta di luce e che fa arretrare la paura. Che cos’è poi la Pasqua se non l’emergere di questa volontà di vita, della volontà di risurrezione, che Dio interpreta da sempre? Purtroppo in troppi ci hanno detto – spero non ci dicano più – che “volontà di Dio” è quella che passa da storie e da immagini di sofferenza e di morte. Ma questa sarebbe una verità senza cuore, oltre che senza fondamento. Confortante è invece risentire la dolce certezza che Gesù, senza ambiguità, racconta nel Vangelo secondo Giovanni: “Questa è la volontà di colui che mi ha mandato. Che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno” (Gv 6,39).

La morte è sempre apparentemente vincente, ma come avviene in Gesù può essere sconfitta soltanto con l’amore. Gesù ha così amato che è risorto, perché un amore simile non poteva rimanere costretto in una tomba. L’amore non può stare in una tomba, perché “più forte della morte è l'amore”, come osa proclamare il Cantico dei Cantici.

Nella sua Lettera, san Giovanni scrive: “Da questo sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte” (1Gv 3,14).

Solo se amiamo facciamo esperienza della forza della vita, quella che viene da Dio, quella che sa affrontare ogni paura e ogni sconfitta. Lasciarsi contagiare dalla sua volontà e dal suo amore ci fa transitare dalla morte alla vita. Anche in questo tempo.

 

Buona Pasqua!            +Antonello Mura Vescovo

 

Prepariamo

"Su Nenniri"

 

 Nonostante la sofferenza che tutti noi stiamo provando, prepariamo

"Su Nenniri"

per Giovedì Santo   

 

LE OMELIE DI PAPA FRANCESCO 

 

IL SANTO PADRE

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OGNI VITA UMANA COSTITUISCE UN VALORE INESTIMABILE

 

“Ogni vita umana, unica e irripetibile, vale per se stessa, costituisce un valore inestimabile”. A ribadirlo è stato il Papa, a 25 anni dell’enciclica di Giovanni Paolo II Evangelium vitae. “Questo va annunciato sempre nuovamente, col coraggio della parola e il coraggio delle azioni”, l’invito di Francesco: “Questo chiama alla solidarietà e all’amore fraterno per la grande famiglia umana e per ciascuno dei suoi membri. Perciò, con San Giovanni Paolo II, che ha fatto questa enciclica ribadisco, con rinnovata convinzione, l’appello che egli ha rivolto a tutti venticinque anni fa: ‘Rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni vita, ogni vita umana! Solo su questa strada troverai giustizia, sviluppo, libertà, pace e felicità!’”. ‘Il Vangelo della vita sta al cuore del messaggio di Gesù. Accolto dalla Chiesa ogni giorno con amore, esso va annunciato con coraggiosa fedeltà come buona novella agli uomini di ogni epoca e cultura”. 

a cura di  Marco LADU

 

 

 "TORNARE A DIO E' TORNARE ALL'ABBRACCIO DEL PADRE"

  

Quando lo sento, mi viene alla memoria una canzone che cantava 75 anni fa Carlo Buti e che nelle famiglie italiane a Buenos Aires si ascoltava con tanto piacere: “Torna dal tuo papà. La ninna nanna ancora ti canterà”. “Torna”: è il tuo Papà che ti dice di tornare: Dio è il tuo Papà, non è il giudice, è il tuo papà. “Torna a casa, ascolta, vieni”. E quel ricordo – io ero ragazzino – mi porta subito al papà del capitolo 15° di Luca, quel papà che – dice – “vide venire il figlio da lontano” (cfr v. 20), quel figlio che se ne era andato con tutti i soldi e li aveva sprecati (vv. 13-14). Ma, se lo vide da lontano, è perché lo aspettava. Saliva sul terrazzo – quante volte al giorno! – durante il giorno e giorni, mesi, anni forse, aspettando il figlio. Lo vide da lontano (cfr v. 20). Torna dal tuo Papà, torna dal tuo Padre. Lui ti aspetta. È la tenerezza di Dio che ci parla, specialmente nella Quaresima. È il tempo di entrare in noi stessi e ricordare il Padre, tornare dal Papà.

Io so che tanti di voi, per Pasqua, andate a fare la Confessione per ritrovarvi con Dio. Ma tanti mi diranno oggi: “Ma padre, dove posso trovare un sacerdote, un confessore, perché non si può uscire da casa? E io voglio fare la pace con il Signore, io voglio che Lui mi abbracci, che il mio Papà mi abbracci… Come posso fare se non trovo sacerdoti?”. In questa situazione d’emergenza il perdono dei peccati si può ottenere anche con una sincera apertura del cuore alla misericordia di Dio. “Signore, ho combinato questo e questo… perdonami adesso, dopo mi confesserò”, ha spiegato il Papa. La Penitenzeria apostolica ha deciso di concedere l’indulgenza plenaria a tutti i malati di coronavirus, ai medici, al personale sanitario e a tutti coloro che sono in prima linea per affrontare e combattere il contagio.   

 

 

La Santa Sede

Diocesi di Lanusei

 

 

Comune di Tortolì


Nota di Redazione 

 

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