PARROCCHIA

 

SANT’ANDREA APOSTOLO

 

TORTOLI’ 

 

ORARI SANTA MESSA 

 

FESTIVI: 07.30 -- 10.00 -- 18.00

 

FERIALI:                    18.00

DOMENICA 9 Giugno 2024 

 

 

ECCO MIA MADRE E I MIEI FRATELLI

 

“Chi fa la volontà

di Dio,

costui è per me fratello, sorella e madre”

 

Cosa significa essere discepoli del Cristo se anche gli apostoli scelti da lui sono a rischio di tradimento? Gesù non è capito dagli avversari, ed è logico, neppure dai parenti che lo conoscono dalla nascita; seguirlo significa assimilare il suo pensiero, liberarsi dai luoghi comuni, entrare nel suo cuore per amare come lui, orientati dalla volontà del Padre.

Gesù entra in una casa dove è raggiunto da una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. L'indicazione in una casa non è tanto per dare spessore al racconto indicandone la logistica, piuttosto per indicare uno spazio delimitato (che non è quello fisico dei muri) capace di determinare chi è dentro e chi è fuori, chi comprende l'insegnamento del Signore e chi non è capace di comprendere o che fraintende, come gli scribi che pur sono nella casa o i familiari che rimangono fuori di essa.

Ecco mia madre e i miei fratelli! Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui; Gesù si guarda attorno per non perdere di vista nessuno, a tutti questi annuncia chi fa parte della sua famiglia, non rifiuta i legami di sangue, ma li trasfigura: sono coloro che, come lui, compiono la volontà di Dio. L'espressione rasenta l'assurdo; non solo dichiara costui per me è fratello, sorella ma arriva chiamarlo madre, lui stesso afferma di diventare «figlio» di tante madri e fratello di tanti fratelli e sorelle. Questa è la Chiesa in cui la relazione col Signore dà senso e significato alle relazioni con tutti gli uomini e le donne.

Don Piero 

 

PREGHIAMO

 


Per noi qui riuniti: ammaestrati dalla Parola

 

e nutriti dal

 

Pane di vita, impariamo

 

a riconoscere il Signore che si fa a noi vicino, attraverso le vicende

 

della vita e i fratelli che incontriamo.

 

Amen!

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"Tortolì in cammino"

23 - Tortolì in cammino - 9 Giugno 2024.
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ed il Vangelo a fumetti

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**** BACHECA NEWS ****

 

Ufficio Diocesano

della Pastorale familiare e dei fidanzati

 

Festa della Famiglia

                         Auditorium "Fraternità"                           

Tortolì 16 giugno 2024

 

Iscrizioni entro l'8 giugno 

 

LE STRADE RIDOTTE A MACERIE TORNINO A PROFUMARE DI PANE FRESCO

 

Ogni giorno «troppe strade, forse una volta odorose di pane sfornato», vengono ridotte «a cumuli di macerie a causa della guerra, dell’egoismo e dell’indifferenza». Ecco perché è «urgente riportare nel mondo l’aroma buono e fresco del pane dell’amore, per continuare a sperare e ricostruire senza mai stancarsi quello che l’odio distrugge».

Soffermandosi sulla solennità del Corpus Domini, o del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, il Papa, prima dell'Angelus, ha sottolineato che «celebrare l’Eucaristia e cibarci di questo Pane, come facciamo specialmente alla domenica, non è un atto di culto staccato dalla vita o un semplice momento di consolazione personale». Poi l'invito «a diventare ciò che mangiamo, a diventare “eucaristici”, cioè persone che non vivono più per sé stesse, nella logica del possesso e del consumo, ma che sanno fare della propria vita un dono per gli altri. Così, grazie all’Eucaristia, diventiamo profeti e costruttori di un mondo nuovo - ha aggiunto Papa Bergoglio -: quando superiamo l’egoismo e ci apriamo all’amore, quando coltiviamo legami di fraternità, quando partecipiamo alle sofferenze dei fratelli e condividiamo il pane e le risorse con chi è nel bisogno, quando mettiamo a disposizione di tutti i nostri talenti, allora stiamo spezzando il pane della nostra vita come Gesù.

Quel pane spezzato, ha notato in particolare Papa Francesco, ci ricorda cosa significa per i cristiani fare memoria: «Fare memoria della nostra vita, fare memoria dei nostri successi, fare memoria dei nostri sbagli, fare memoria di quella mano tesa del Signore che sempre ci aiuta a sollevarci, fare memoria della presenza del Signore nella nostra vita . C’è chi dice che è libero chi pensa solo a sé stesso, chi si gode la vita e chi, con menefreghismo e magari con prepotenza, fa tutto quello che vuole a dispetto degli altri. Questa non è libertà: questa è una schiavitù nascosta, una schiavitù che ci rende più schiavi ancora.

La libertà non si incontra nelle casseforti di chi accumula per sé, né sui divani di chi pigramente si adagia nel disimpegno e nell’individualismo: la libertà si incontra nel cenacolo dove, senza alcun altro motivo che l’amore, ci si china davanti ai fratelli per offrire loro il proprio servizio, la propria vita, come “salvati”».

 

 

GIUGNO

 

MESE DEL SACRO CUORE

 

 


I primi impulsi alla devozione del Sacro Cuore di Gesù provengono dalla mistica tedesca del tardo medioevo, in modo particolare da Matilde di Magdeburgo (1207-1282), Matilde di Hackenborn (1241-1299), Gertrude di Helfta (ca. 1256-1302) ed Enrico Suso (1295-1366). Tuttavia la grande fioritura della devozione si ebbe nel corso del XVII secolo, prima ad opera di Giovanni Eudes (1601-1680), poi per le rivelazioni private della visitandina Margherita Maria Alacoque, diffuse da Claude La Colombière (1641-1682) e dai suoi confratelli della Compagnia di Gesù. La beata Maria del Divin Cuore, contessa Droste zu Vischering, dotata di doni mistici, ispirò il Papa Leone XIII a promulgare l'enciclica Annum Sacrum, con cui si effettuava la consacrazione del genere umano al Sacro Cuore di Gesù. Durante il XVIII secolo si accese un forte dibattito circa l'oggetto di questo culto: nel 1765 la Congregazione dei Riti affermò essere il cuore carneo, simbolo dell'amore. I giansenisti interpretarono questo come atto di idolatria, ritenendo essere possibile un culto solo al cuore non reale, ma metaforico; papa Pio VI, nella bolla Auctorem fidei, confermò la dichiarazione della Congregazione notando che si adora il cuore "inseparabilmente unito con la Persona del Vero". Importante nello sviluppo della devozione al Sacro Cuore risultano tre encicliche: Annum Sacrum di Leone XIII, Miserentissimus Redemptor di Pio XI e soprattutto l'enciclica Haurietis Aquas di Pio XII. 

 

 

La Santa Sede

Diocesi di Lanusei

 

 

Comune di Tortolì


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