PARROCCHIA

 

SANT’ANDREA APOSTOLO

 

TORTOLI’ 

 

Benvenuti!

PARROCCHIA SANT'ANDREA APOSTOLO

 

Orari S. Messa

 

Festivi

07.30 - 10.00 - 18.00

 

Feriali

18.00

 

 

Per la partecipazione alla Santa Messa osservare le disposizioni di sicurezza 

 DOMENICA 18 APRILE 2021

 

III DOMENICA  di PASQUA

 

OCCHI NUOVI PER UNA VITA NUOVA

 

I due discepoli di Emmaus, dopo aver incontrato il Risorto, erano ritornati pieni di gioia a Gerusalemme per portare la meravigliosa notizia agli apostoli, che stavano rinchiusi nel cenacolo per paura dei giudei.  Mentre stanno riferendo quello che avevano appena vissuto, Gesù stesso si fa presente mezzo a loro. Gli apostoli non credono ai loro occhi e sono presi dallo sconcerto, dalla paura, dal turbamento, dallo stupore, sentimenti che mettono in evidenza la difficoltà a credere alla risurrezione. Gesù non sembra scandalizzato dalla loro incredulità e dona loro la pace: "Pace a voi".

Il dubbio e l`incredulità non lascia ancora spazio alla gioia. Ciò che era accaduto, cioè la tragedia spaventosa della passione, incatena e paralizza ancora i loro occhi e il loro cuore. "Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma". Non è stato affatto facile per gli apostoli credere nella risurrezione del loro Maestro morto in croce. Non è stato facile credere per chi aveva visto Gesù catturato, condannato, messo a morte sulla croce. Il suo corpo non è semplicemente tornato in vita, alla vita di prima. Il suo corpo di carne è trasformato in spirito, in luce, diviene immortale, glorioso. È questa trasformazione che essi non riescono a comprendere e per questo sono nel dubbio.

 Per dissipare i loro dubbi, Gesù presenta loro le sue mani e i suoi piedi, invitandoli a guardare e a toccare, dicendo: “Un fantasma non ha carme e ossa, come vedete che io ho". Il Risorto non è un fantasma, un essere irreale, intangibile. Vi è identità perfetta tra il Crocifisso e la persona che è dinanzi ai loro occhi. E poiché per la gioia ancora non credevano chiede del pesce arrostito e lo mangia davanti a loro.

Siamo anche noi turbati, dubbiosi, chiusi, tristi?  Soltanto l`incontro con Lui porta dal turbamento alla gioia grande. 

 Don Piero


PREGHIERA

  

 SIGNORE GESÙ 

Nutriti dal Risorto con la Parola e il Pane di vita,

sappiamo riconoscere il suo volto

nei piccoli e nei poveri,

negli ammalati e negli esclusi. 

Amen! 

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"Tortolì in cammino"

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Vangelo a fumetti - 18 Aprile 2021 - III
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AVVISI E PROGRAMMI DELLA PARROCCHIA

 


PELLEGRINAGGIO DIOCESANO 2021

 

In preghiera insieme con il Vescovo Antonello,

per affidare alla Vergine Santa il cammino della Chiesa Diocesana. 

 Confortati e incoraggiati dalla Pasqua di Risurrezione,

proseguiamo il cammino di preparazione per la celebrazione dei Sacramenti: Battesimo, Confessione, Comunione, Cresima, Matrimonio

 

PROSSIMAMENTE VERRANNO PUBBLICATI I POGRAMMI 

 8 DICEMBRE 2020 -  8 DICEMBRE 2021

Anno dedicato a San Giuseppe

 

LETTERA  APOSTOLICA  DI  PAPA  FRANCESCO

PATRIS CORDE

CON CUORE DI PADRE

(Seguito)

 

2. Padre nella tenerezza

 

           Giuseppe vide crescere Gesù giorno dopo giorno «in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Lc 2,52). Come il Signore fece con Israele, così egli “gli ha insegnato a camminare, tenendolo per mano: era per lui come il padre che solleva un bimbo alla sua guancia, si chinava su di lui per dargli da mangiare” (cfr Os 11,3-4).

Gesù ha visto la tenerezza di Dio in Giuseppe: «Come è tenero un padre verso i figli, così il Signore è tenero verso quelli che lo temono» (Sal 103,13).

Giuseppe avrà sentito certamente riecheggiare nella sinagoga, durante la preghiera dei Salmi, che il Dio d’Israele è un Dio di tenerezza, che è buono verso tutti e «la sua tenerezza si espande su tutte le creature» (Sal 145,9).

La storia della salvezza si compie «nella speranza contro ogni speranza» (Rm 4,18) attraverso le nostre debolezze. Troppe volte pensiamo che Dio faccia affidamento solo sulla parte buona e vincente di noi, mentre in realtà la maggior parte dei suoi disegni si realizza attraverso e nonostante la nostra debolezza. È questo che fa dire a San Paolo: «Affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia. A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: “Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza”» (2 Cor 12,7-9).

 

Se questa è la prospettiva dell’economia della salvezza, dobbiamo imparare ad accogliere la nostra debolezza con profonda tenerezza.

 

Il Maligno ci fa guardare con giudizio negativo la nostra fragilità, lo Spirito invece la porta alla luce con tenerezza. È la tenerezza la maniera migliore per toccare ciò che è fragile in noi. Il dito puntato e il giudizio che usiamo nei confronti degli altri molto spesso sono segno dell’incapacità di accogliere dentro di noi la nostra stessa debolezza, la nostra stessa fragilità. Solo la tenerezza ci salverà dall’opera dell’Accusatore (cfr Ap 12,10). Per questo è importante incontrare la Misericordia di Dio, specie nel Sacramento della Riconciliazione, facendo un’esperienza di verità e tenerezza. Paradossalmente anche il Maligno può dirci la verità, ma, se lo fa, è per condannarci. Noi sappiamo però che la Verità che viene da Dio non ci condanna, ma ci accoglie, ci abbraccia, ci sostiene, ci perdona. La Verità si presenta a noi sempre come il Padre misericordioso della parabola (cfr Lc 15,11-32): ci viene incontro, ci ridona la dignità, ci rimette in piedi, fa festa per noi, con la motivazione che «questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato» (v. 24).

 

 (Continua) 

 

LE OMELIE DI PAPA FRANCESCO  

IL SANTO PADRE

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NON VIVIAMO UNA FEDE A META'

 

I cristiani non restino indifferenti, non vivano una fede a metà. Nella II Domenica di Pasqua, della Divina Misericordia, Francesco, celebrando la S. Messa nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, invita i fedeli a capire se Dio ha toccato le loro vite.

Verifica se ti chini sulle piaghe degli altri. Oggi è il giorno in cui chiederci: “Io, che tante volte ho ricevuto la pace di Dio, che tante volte ho ricevuto il suo perdono e la sua misericordia, sono misericordioso con gli altri? Io, che tante volte mi sono nutrito del Corpo di Gesù, faccio qualcosa per sfamare chi è povero?”. Non rimaniamo indifferenti. Non viviamo una fede a metà, che riceve ma non dà, che accoglie il dono ma non si fa dono. Nell’omelia il Papa parla di quando i discepoli da “misericordiati, diventano misericordiosi”, grazie agli esempi di Gesù che da risorto “consola i loro cuori sfiduciati”, “li rialza con la misericordia”, operando così la loro “risurrezione”. "E' molto difficile - prosegue Francesco - essere misericordioso se uno non si accorge di essere misericordiato". Sono tre i doni attraverso i quali vengono misericordiati: pace, Spirito e piaghe. Il primo, la pace, li fa passare dalla paura e angoscia di essere arrestati e fare la stessa fine del Signore, da loro abbandonato e rinnegato, alla riappacificazione con loro stessi: Gesù arriva e ripete due volte: «Pace a voi!». Non porta una pace che toglie i problemi dal di fuori, ma una pace che infonde fiducia dentro. Non una pace esteriore, ma la pace del cuore.  

 a di Marco LADU

18 APRILE 2021

Giornata 

per l'Università Cattolica

L'ATENEO DEI CATTOLICI ITALIANI

 

L’Università Cattolica del Sacro Cuore

celebra il suo

Centesimo Compleanno

 

1921 - 2021

 

Un secolo di storia davanti a noi

 “In questo tempo, segnato da una persistente epidemia, si fa più esigente l’impegno a formare professionisti che con profonde convinzioni morali e con qualificate competenze scientifiche possano contribuire a realizzare quello sviluppo sostenibile di cui il nostro Paese e l’intera umanità hanno particolare e urgente bisogno”.

 (dal Messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana

per la 97 ª Giornata per l’Università cattolica del Sacro Cuore) 

 

 

La Santa Sede

Diocesi di Lanusei

 

 

Comune di Tortolì


Nota di Redazione 

 

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s'invita l'attento visitatore alla collaborazione,

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grazie mille