PARROCCHIA

 

SANT’ANDREA APOSTOLO

 

TORTOLI’ 

 

Benvenuti!

PARROCCHIA SANT'ANDREA APOSTOLO

 

ORARI SS. MESSE

 

 

FESTIVI

07.30 - 10.00 - 17.00

 

LUN.MART.MER.GIOV.VEN

17.00

 

SABATO

17.00 (Chiesa S. Antonio)

  

DOMENICA 19 GENNAIO 2020

 

ECCO L'AGNELLO DI DIO 

 

L'essenza della fede cristiana non è l’insegnamento, la morale, è la persona di Gesù, di fronte al quale occorre decidersi per il sì o per il no. Non si può restare neutrali. Dire che Gesù è l’Agnello di Dio significa affermare due cose: che noi siamo peccatori bisognosi di salvezza, e che Gesù è il Redentore, vittima per la nostra salvezza. Significa affidarGli il nostro peccato per essere liberati.

  


Il Vangelo apre il tempo della rivelazione di Gesù davanti ai suoi, cioè a Israele, e all’intera umanità. Entra in scena Giovanni battista che indica in Gesù “L’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. Questa espressione allude al Servo sofferente del Signore, figura interpretata messianicamente dal cristianesimo, cantata da Isaia e presentata come l’agnello condotto al macello e capace di portare su di sé i peccati del popolo. Lo Spirito Santo che “scende e rimane” su Gesù è il sigillo della sua messianicità, ma anche della sua divinità.

  Il cristiano è chiamato ad essere servo, testimone ed apostolo. Gesù, dopo il battesimo, inizia la vita pubblica chiamando collaboratori “che stessero con lui per mandarli a predicare”. I dodici sono stati costituiti per stare con Gesù. Essi dovranno conoscere ogni cosa del loro Maestro e Signore: parole, opere, interventi, relazioni, risposte, dialoghi, atteggiamenti. È come se si dovessero impregnare del Signore Gesù, in modo da diventare “immagine” perfetta di lui nel mondo. Stare con lui, unico vero Maestro, dona lo spessore giusto per essere poi continuatori della sua missione, propagatori del Vangelo e del suo stesso stile. Per portare la buona notizia che Dio è Padre e si prende cura di noi, che ci ha amato al punto di mandare il suo Figlio unigenito a salvarci. Una parla di amore e di felicità, ma che esige accoglienza e conversione. Ma certamente ogni cristiano, in quanto discepolo, deve coltivare un profondo rapporto di intimità con il Signore Gesù, per poter essere testimone del Vangelo e per poter combattere ogni forma di peccato e di male.   Benedetto XVI scriveva: “il sì della fede segna l’inizio di una luminosa storia di amicizia con il Signore, che riempie e dà senso pieno a tutta la nostra esistenza…” 

 

 Don  Piero

 

  

PREGHIERA

 

S ignore Gesù,

con la grazia dello Spirito Santo,

sostieni la nostra comunità e la nostra città:

le istituzioni e le famiglie siano luoghi di

educazione alla fede e alla carità.  

Amen! 

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TORTOLI' IN CAMMINO 

3 - Tortolì in cammino 19 - 25 Gennaio 2
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ED IL VANGELO A FUMETTI,

DA STAMPARE LEGGERE E COLORARE 

Vangelo a fumetti - 19 Gennaio 2020 - II
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AVVISI E PROGRAMMI DELLA PARROCCHIA

 

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI

 

Ci trattarono con straordinaria umanità

 


Quest’anno la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani si focalizza sulla tragedia dei migranti e sul tema dell’accoglienza. Si intitola: «Ci trattarono con straordinaria umanità» e trae spunto dall’episodio raccontato dal capitolo finale degli Atti degli apostoli. Dopo una terribile tempesta, san Paolo e gli uomini che sono insieme a lui sulla nave, riescono a salvarsi e vengono generosamente soccorsi dagli abitanti dell’isola di Malta.

 

Domenica 26 gennaio p.v. - III Domenica del Tempo Ordinario

si celebrerà la prima Domenica della Parola di Dio,

 

voluta da Papa Francesco con la recente Lettera Apostolica,

in forma di Motu Proprio, Aperuit illis.

Come scrive il Santo Padre: “È bene che non venga mai a mancare nella vita del nostro popolo questo rapporto decisivo con la Parola viva che il Signore non si stanca mai di rivolgere alla sua Sposa (la Chiesa), perché possa crescere nell’amore e nella testimonianza di fede.” 

 

LE OMELIE DI PAPA FRANCESCO 

 

IL SANTO PADRE

...

 

"L'AUTORITA' NON E' COMANDO, MA COERENZA E TESTIMONIANZA"

 

Q


uanto male fanno i cristiani "incoerenti" e i pastori "schizofrenici" che non danno testimonianza allontanandosi così dallo stile del Signore, dalla sua autentica "autorità" ."Gesù insegnava come uno che ha autorità". Il Vangelo di Marco (Mc 1,21b-28) ci narra di Gesù che insegna al tempio e della reazione che tra la gente suscita il suo modo di agire con "autorità", diversamente dagli scribi. E' da questa comparazione che il Papa prende spunto subito per spiegare la differenza che esiste tra "avere autorità", "autorità interiore" come Gesù appunto, e "esercitare l'autorità senza averla, come gli scribi", i quali pur essendo specialisti nell'insegnamento della legge e ascoltati dal popolo, non erano creduti. Qual è l’autorità che ha Gesù? È quello stile del Signore, quella 'signoria' - diciamo così - con la quale il Signore si muoveva, insegnava, guariva, ascoltava. Questo stile signorile - che è una cosa che viene da dentro - fa vedere … Cosa fa vedere? Coerenza. Gesù aveva autorità perché era coerente tra quello che insegnava e quello che faceva, [cioè] come viveva. L'occasione che offre dunque questa riflessione è la preghiera che il Papa eleva al Signore, perché tutti
i battezzati abbiano "l’autorità", "che non consiste in comandare e farsi sentire, ma nell’essere coerente, essere testimone e per questo, essere compagni di strada nella via del Signore". 

  a cura di  Marco LADU

 

 

La Santa Sede

Diocesi di Lanusei

 

 

Comune di Tortolì


Nota di Redazione 

 

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