PARROCCHIA

 

SANT’ANDREA APOSTOLO

 

TORTOLI’ 

 

Benvenuti!

PARROCCHIA SANT'ANDREA APOSTOLO

 

Orari S. Messa

Festivi 

07.30 - 10.00 - 17.00

 

Feriali

19.00

 

Per la partecipazione alla Santa Messa leggere ed osservare le disposizioni di sicurezza

emesse e riportate nella sezione avvisi e programmi della parrocchia riportate sotto

  

DOMENICA 28 GIUGNO 2020

 

AMA (LA CROCE)

E TROVERAI LA VITA

 

Oggi molta gente crede di essere felice quando trattiene per sé la propria vita, il proprio tempo, le proprie ricchezze, i propri interessi. Attaccarsi alla vita terrena, considerandola come l’unico bene, pensare a noi stessi, alle nostre cose, è chiudersi nel nostro guscio, affermando solo il proprio io, per trovare alla fine solo la morte. Il discepolo, al contrario, trova la sua felicità nello spendere la propria vita 

 

Inviando i suoi discepoli in missione Gesù indica quali devono essere le disposizioni di un annunciatore del Vangelo: un amore totale e prioritario per Lui, un amore che supera anche quello verso i familiari più stretti: ”Chi ama il padre o la madre… il figlio o la figlia più di me non è degno di me”. Nessuno mai aveva osato pronunciare parole come queste. Gesù vuole tutto, chiede tutto, perché ha dato tutto se stesso per noi e perché è veramente il tutto della vita. Vivere il primato di Cristo, non vale solo per i consacrati, ma per ogni battezzato. Il cristiano non è chiamato a proclamare una dottrina, una ideologia, ma una persona. Ed è chiamato a farlo amando questa persona, mettendola al centro della propria vita, al di sopra di ogni cosa. Nessuna persona o cosa deve essere più importante di Cristo per il discepolo. Egli non deve anteporre nessuna persona, né alcuna cosa all’amore di Cristo, come diceva S. Benedetto. Gesù deve essere l’”unico” e “tutto” nella vita dei suoi discepoli. Cristo deve essere l’unico ideale della vita, la persona più cara che riempie e spiega ogni momento e gesto della giornata.  Se gli diamo interamente il cuore, diventeremo capaci di vivere ogni relazione affettiva in una misura sorprendente nuova e intensa, capaci di amarci ne cuore e col cuore di Gesù stesso.

I discepoli sono invitati ad appartenere radicalmente a Gesù, condividendo il suo destino e la sua vita: “Chi non prende la propria croce e non mi segue non è degno di me”.

La via della croce è la via del dono di sé, della solidarietà, della rinuncia a fare della propria persona il centro attorno a cui tutto deve ruotare. 

    Don Piero

 

  

 PREGHIERA  

 

Signore Gesù

donaci la gioia di essere serenamente

piccoli e poveri.

Aiutaci a entrare nella logica

della tua croce

per trovare la forza di

mettere ordine nella nostra vita.

Amen!

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TORTOLI' IN CAMMINO 

26 - Tortolì in cammino 28 Giu - 4 Lug 2
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ED IL VANGELO A FUMETTI

Vangelo a fumetti - 28 Giugno 2020 - XII
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AVVISI E PROGRAMMI DELLA PARROCCHIA

RADIO PARROCCHIALE SANT'ANDREA

 

COME FARE PER ASCOLTARLA

 

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Con Radio S. Andrea anche chi non ha facebook potrà ascoltare

la S. Messa ed il Rosario

   Riflessione sul vangelo della XIII Domenica Tempo ordinario Mt 10,37-42

 

CHI DONA COL CUORE

RENDE RICCA LA SUA VITA 

 

 Chi ama padre o madre, figlio o figlia più di me, non è degno di me. Una pretesa che sembra disumana, a cozzare con la bellezza e la forza degli affetti, che sono la prima felicità di questa vita, la cosa più vicina all'assoluto, quaggiù tra noi. Non insegna né il disamore, né una nuova gerarchia di emozioni. Non sottrae amori al cuore affamato dell'uomo, aggiunge invece un “di più”, non limitazione ma potenziamento. Come se dicesse: Tu sai quanto è bello dare e ricevere amore, quanto contano gli affetti dei tuoi cari per poter star bene, ebbene io posso offrirti qualcosa di ancora più bello.

Seconda esigenza: chi non prende la propria croce e non mi segue. Prima di tutto non identifichiamo, non confondiamo croce con sofferenza. Gesù non vuole che passiamo la vita a soffrire, non desidera crocifissi al suo seguito. Vuole che seguiamo le sue orme, gente che sappia voler bene, senza mezze misure, senza contare, fino in fondo.

Chi perde la propria vita, la trova. Capiamo: perdere non significa lasciarsi sfuggire la vita o smarrirsi, bensì dare via, attivamente. Come si fa con un dono, con un tesoro speso goccia a goccia.

Alla fine, la nostra vita è ricca solo di ciò che abbiamo donato a qualcuno. Per quanto piccolo: chi avrà dato anche solo un bicchiere d'acqua fresca, non perderà la ricompensa. Quale? Dio non ricompensa con cose. Dio non può dare nulla di meno di se stesso. Ricompensa è Lui.

Un bicchiere d'acqua, un niente che anche il più povero può offrire. Ma c'è un colpo d'ala, proprio di Gesù: acqua fresca deve essere, buona per la grande calura, l'acqua migliore che hai, quasi un'acqua affettuosa, con dentro l'eco del cuore. Dare la vita, dare un bicchiere d'acqua fresca, riassume la straordinaria pedagogia di Cristo. Il Vangelo è nella Croce, ma tutto il Vangelo è anche in un bicchiere d'acqua fresca. Con dentro il cuore.

         P. Ermes Ronchi

29 GIUGNO SOLENNITA' DEI SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI E MARTIRI

 

 La Chiesa celebra in un'unica festa Pietro e Paolo, le due colonne che hanno reso grande la comunità di Roma. Due discepoli che, ognuno nella sua sensibilità, hanno reso un grande servizio al Signore.

           Che fantasia ha lo Spirito Santo! E che senso dell'umorismo e coraggio ha la Chiesa nel mettere insieme due santi così diversi che, in vita, hanno avuto più di un'accesa discussione e più di uno scambio di vedute... Pietro è stato chiamato da Cristo a diventare custode della fede, garante della integrità dell'annuncio che il Signore aveva fatto agli apostoli e al mondo. Ruolo non proprio adatto ad un umile ed illetterato pescatore di Galilea! Ma il Signore non guarda all'apparenza o alle capacità ma alla persona e al suo percorso. E Pietro, con la sua autenticità e la sua capacità di pentirsi per i propri peccati, ammettendo i propri sbagli, diventa capace di accogliere tutti senza giudicare nessuno. Pietro che diventa punto di riferimento per gli altri discepoli, presenza rassicurante e modesta della fedeltà al Signore. Paolo, invece, è il degno rappresentante di un mondo culturalmente aperto e dinamico, capace di riassumere in sé il meglio delle culture da cui proveniva. Il Signore lo ha chiamato per diventare strumento di evangelizzazione presso i pagani e a fondare la Chiesa fuori dai confini di Israele. Che grande dono di Dio sono stati!

DIO BENEDICE CHI DONA CON GIOIA!

 

A tutti Voi per quanto avete offerto

 in aiuto alle famiglie in necessità!

 

GRAZIE 

La colletta dell’Obolo di San Pietro

rinviata al 4 ottobre 2020

          

           In una dichiarazione il direttore della Sala Stampa Vaticana, Matteo Bruni, ha annunciato che: "In considerazione dell’attuale situazione di emergenza sanitaria, il Santo Padre ha stabilito che, per quest’anno 2020, la colletta per l’Obolo di San Pietro, che tradizionalmente si svolge intorno alla solennità dei Santi Pietro e Paolo, il 29 giugno, sia trasferita in tutto il mondo alla domenica XXVII del tempo ordinario, 4 ottobre, giorno dedicato a San Francesco d’Assisi". 

 

LE OMELIE DI PAPA FRANCESCO  

IL SANTO PADRE

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NON ABBIATE PAURA DI TESTIMONIARE

 

"Non bisogna lasciarsi spaventare da chi cerca di spegnere la forza evangelizzatrice con l'arroganza e la violenza". Il Papa chiede la preghiera per le persone rifugiate a cui vanno assicurate protezione e dignità. Quanti cristiani sono perseguitati anche oggi in tutto il mondo!". Lo ha affermato Papa Francesco domenica scorsa all'Angelus in piazza San Pietro. "Se soffrono per il Vangelo e con amore, sono i martiri dei nostri giorni", ha sottolineato, "e possiamo dire con sicurezza che sono più dei martiri dei primi tempi. Tanti martiri solo per il fatto di essere cristiani.

"A questi discepoli di ieri e di oggi che patiscono la persecuzione - ha proseguito il Pontefice commentando il Vangelo del giorno -, Gesù raccomanda: 'Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima". "Non bisogna lasciarsi spaventare a quanti cercano di spegnere la forza evangelizzatrice con l'arroganza e la violenza - ha aggiunto -. Nulla, infatti, essi possono contro l'anima, cioè contro la comunione con Dio: questa, nessuno può toglierla ai discepoli, perché è dono di Dio".

 a cura di  Marco LADU

 

 

La Santa Sede

Diocesi di Lanusei

 

 

Comune di Tortolì


Nota di Redazione 

 

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