Benvenuti

NEL SITO DELLA

PARROCCHIA DI SANT’ANDREA

TORTOLI’ (OG)

 

PARROCCHIA DI SANT'ANDREA APOSTOLO

 

ORARI SANTE MESSE

 

Giorni Feriali 

ore 19.00

 

il sabato si celebra

in Sant'Antonio alle

ore 19.00

 

Giorni Festivi

ore 7.30 - ore 10.00

 ore 19.00

 

Da lunedì 24 settembre la  S. Messa vespertina

sarà celebrata alle ore 18,00 tutti i giorni feriali e festivi.

 DOMENICA 23 SETTEMBRE 

 

CHI SERVE I PIU' PICCOLI E'

IL PIU' GRANDE

 

"E preso un bambino, lo pose in mezzo e, abbracciandolo, disse loro: Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome accoglie me; …“.

Una lezione di Gesù, questa, per fare dei suoi seguaci i continuatori dell’opera salvifica. La vocazione essenziale del cristiano è una chiamata al servizio, che suppone una risposta pronta, permanente e decisiva. Ne sono esempio illuminante le tante iniziative che si compiono  in seno alle organizzazioni di comunità per sollevare lo stato della povera gente. Sa Francesco, il poverello di Assisi, ci dà un esempio non solo di lettura del sacro testo, quanto soprattutto di vita che egli conduce in spirito di conversione e di semplicità. È nello spirito del piccolo che si va incontro al bisogno di chi la società ha posto tra gli ultimi e tra i dimenticati, i prediletti agli occhi del Signore.

 

Il Vangelo di questa domenica parla di una strada e di una casa. La via, lungo la quale gli Apostoli discutono tra loro su chi sia il più grande, non è solo lo spazio fisico che collega una località della Galilea all'altra. Dopo l'invio dei Dodici (6,8) essa indica la vita missionaria del discepolo, inviato sulle strade del mondo a preparare la via del Signore (8,27); indica la vita stessa della Chiesa chiamata a una testimonianza che renda presente Dio. Ma quante volte, nel corso della sua storia bimillenaria, la Chiesa si è lasciata sedurre da una logica di grandezza e di potere, rendendo così infruttuosi, anzitutto per sé, i fermenti di novità del vangelo. Benedetto XVI In un discorso del 12/09/09 dice: non cerchiamo potere, prestigio,  stima per noi nella società civile, e non di rado anche nella Chiesa, c’è sofferenza per il fatto che molti di coloro, ai quali è stata conferita una responsabilità, lavorano per se stessi e non per la comunità, per il bene comune. Ecco perché ogni tanto fa bene fermarsi e confrontarsi con la vita e la parola del Cristo. Gesù sceglie Cafarnao come luogo di pausa e i discepoli si ritrovano con lui nella casa, luogo privilegiato dell'insegnamento privato. Interrogati da Gesù, essi tacciono. E noi che avremmo da dire se confrontiamo e facciamo passartela nostra vita al vaglio del vangelo? Le loro (e le nostre) discussioni sul diritto di precedenza come possono comporsi con le parole di Gesù relative al suo inabissamento? Per loro c'è un' attenuante: sapevano cosa voleva dire sofferenza e morte ma non avevano sperimentato cosa fosse resurrezione. Ma che dire di noi, che abbiamo ricevuto la testimonianza della Pasqua?

  Don Piero

Preghiera

 

 Signore Gesù,

Pastore

e Maestro: alla ripresa dell’anno pastorale,

rendi la nostra comunità

desiderosa di comunicare

il dono della fede che

rende forte e lieta la vita.

Amen!

 

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TORTOLI' IN CAMMINO 

Tortolì in Cammino 23 - 29 Settembre.pdf
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ED IL VANGELO A FUMETTI

Vangelo a fumetti - 23 Settembre 2018 -
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**** BACHECA NEWS ****

 

AVVISI E PROGRAMMI DELLA PARROCCHIA

Da lunedì 24 settembre la  S. Messa vespertina

sarà celebrata alle ore 18,00 tutti i giorni feriali e festivi.

 

AVVISO ALLE FAMIGLIE DELLA COMUNITA’

 

Si informano i genitori

che sono aperte le iscrizioni per la formazione

cristiana dei bambini e dei ragazzi.

I moduli sono disponibili in parrocchia.

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INIZIAMO L'ANNO CATECHISTICO!

ACCOMPAGNARE AL CATECHISMO

Dedicato ai Genitori

 

                                                         

 I PRIMI SUPPORTERS

È un problema educativo. Viene prima e vale per tutto: dal catechismo allo sport, alla scuola. Se non lo facciamo noi il tifo ai nostri ragazzi, infatti, chi potrà farglielo? Ecco perché, come genitori, dobbiamo lasciarci coinvolgere: per essere i primi, insostituibili supporter dell’esperienza dei propri figli. 

   

FANS DEL CATECHISMO

Iscrivendo i figli al catechismo, insomma, ci prendiamo un bell’impegno. Portarli, per cominciare. Fedeltà e puntualità a questo appuntamento, infatti, sono già un bel segno di onestà e di serietà: vuol dire che ci teniamo. I bambini, però, hanno bisogno di essere accompagnati, non solo portati. Hanno bisogno di vedere, di toccare con mano, che papà e mamma apprezzano quello che si fa a catechismo, che lo valorizzano parlandone a casa, che ci credono anche loro; o quanto meno mostrano rispetto (non è che dobbiamo diventare dei mistici infervorati!). Se i ragazzi non respirano un po’ di “aria cristiana” in casa, infatti, è difficile che per loro venire al catechismo sia bello e significativo.

 

COSA SI FA AL CATECHISMO?

Settimanali o mensili che siano, gli incontri di catechismo sono, appunto, incontri (e non lezioni!) fatti di giochi, racconti, attività, canti… E tutto quello che vi accade, in un certo senso, non è che una “scusa”: creare occasioni per far conoscere Gesù e per incontrarlo nella preghiera. Non è cosa così liscia, però! A volte, quando crolla la barriera dell’indifferenza, quando il catechismo parla alla vita dei ragazzi/e, spuntano domande, dubbi, speranze e incertezze che cercano appoggi, più che mai a casa. Per noi, infine, conta che il catechismo sia un tempo bello, piacevole; che lasci un buon ricordo. Non lo diciamo per autocompiacimento. Piuttosto, perché è esattamente attraverso questo “clima” che si fa esperienza di comunità, ed è attraverso la comunità che si incontra il Signore. 


27 Settembre 2018

SAN VINCENZO de' PAOLI

 

Vincenzo de' Paoli, nome originale Vincent de Paul (1581 -1660), fino a quindici anni fece il guardiano di porci per poter pagarsi gli studi. Ordinato sacerdote a 19 anni, nel 1605 mentre viaggiava da Marsiglia a Narbona fu fatto prigioniero dai pirati turchi e venduto come schiavo a Tunisi. Venne liberato dal suo stesso «padrone,,, che convertì. Da questa esperienza nacque in lui il desiderio di recare sollievo materiale e spirituale ai galeotti. Nel 1612 diventò parroco nei pressi di Parigi. E' stato fondatore e ispiratore di numerose congregazioni religiose come la Congregazione della Missione i cui membri sono comunemente denominati "Lazzaristi", le Figlie della Carità ricordate come le "Dame della Carità" (1633) e la Società San Vincenzo de' Paoli comunemente denominata "La San Vincenzo". Diceva ai sacerdoti di S. Lazzaro: «Amiamo Dio, fratelli miei, ma amiamolo a nostre spese, con la fatica delle nostre braccia, col sudore del nostro volto,,. Per lui la regina di Francia inventò il Ministero della Carità. E da insolito «ministro" organizzò gli aiuti ai poveri su scala nazionale. Papa Benedetto Xlii lo ha proclamato beato il 13 agosto 1729 e papa Clemente Xli lo ha canonizzato il 16 giugno 1737.

È considerato il più importante riformatore della carità della Chiesa cattolica.

La sua opera ispirò san Giuseppe Benedetto Cottolengo, fondatore della Piccola Casa della Divina Provvidenza.

“DIO AMA COLORO CHE AMANO I POVERI” (san Vincenzo) 

 

LA VOCE DEL SANTO PADRE  

   

LA CROCE CI INSEGNA A NON TEMERE

LE SCONFITTE, POI C'E' LA VITTORIA

 

Nella festa dell’Esaltazione della Santa Croce, papa Francesco dedica l’omelia alla contemplazione del fallimento ma anche dell’esaltazione di Gesù, che «assunse tutto il peccato del mondo» . La croce di Gesù ci insegna che nella vita c’è il fallimento e la vittoria, e a non temere i «momenti brutti», che possono essere illuminati proprio dalla croce, segno della vittoria di Dio sul male. Un male, Satana, che è distrutto e incatenato, ma «abbaia ancora», e se ti avvicini ad accarezzarlo «ti distruggerà».  Contemplare la croce, segno del cristiano, spiega il Papa, è per noi contemplare un segno di sconfitta ma anche un segno di vittoria. Nella croce fallisce «tutto quello che Gesù aveva fatto nella vita», e finisce tutta la speranza della gente che seguiva Gesù. La nostra vita va avanti, chiarisce il Papa, con Cristo vincente e risorto, che ci invia lo Spirito Santo, «La croce ci insegna questo, che nella vita c’è il fallimento e la vittoria. Dobbiamo essere capaci di tollerare le sconfitte, di portarle con pazienza, le sconfitte, anche dei nostri peccati perché Lui ha pagato per noi.  

  

a cura di Marco LADU

 

 

La Santa Sede

Diocesi di Lanusei

 

 

Comune di Tortolì


Nota di Redazione 

 

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 webmaster@parrocchiasantandreatortoli.org

 

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