Benvenuti

NEL SITO DELLA

PARROCCHIA DI SANT’ANDREA

TORTOLI’ (OG)

 

PARROCCHIA DI SANT'ANDREA APOSTOLO

 

ORARI SANTE MESSE

 

Giorni Feriali 

ore 17.00

 

il sabato si celebra

in Sant'Antonio alle

ore 17.00

 

Giorni Festivi

ore 7.30 - ore 10.00

 ore 17.00

 

DOMENICA 17 MARZO

II DOMENICA di QUARESIMA 

 

QUESTO E' IL FIGLIO MIO: ASCOLTATELO

 

Con il Battesimo è iniziata nella nostra vita una misteriosa Trasfigurazione”, di progressiva assimilazione a Cristo. Il traguardo finale sarà la trasfigurazione anche del corpo. Al di là della sofferenza e della morte ci aspetta un destino di gloria in cielo. Anche il nostro corpo risorgerà, e sarà glorificato ad immagine del corpo glorioso di Gesù. Allora tutto della nostra debolezza creaturale sarà assorbito dalla vita! 

 

Prima di salire il Calvario, Gesù sale sul monte Tabor, per irrobustire la fede degli Apostoli e infondere coraggio in vista della terribile prova della sua passione e morte. Pietro, Giacomo e Giovanni, che di lì a poco sarebbero stati testimoni della tristezza, dell’angoscia, del terrore di Cristo nel giardino degli Ulivi, sono chiamati ad assistere alla gloria di Gesù, che si trasfigura manifestando la sua identità di Figlio di Dio.

  “Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto”. Nella preghiera l’umanità di Gesù lascia intravvedere la sua divinità. Accanto a Lui appaiono Mosè ed Elia, che rappresentano la Legge e i profeti, ad indicare che tutta la rivelazione dell’A.T. trova il suo compimento in Gesù. Quell’uomo che sta andando verso la croce è il Signore, il Figlio di Dio venuto a portare a compimento la legge e a realizzare le promesse dei profeti. È il nuovo Mosè, il profeta definitivo. Il padre, dalla nube, fa udire la sua voce e proclama Gesù suo diletto Figlio invitando ad ascoltarlo: “Questi è il Figlio mio, l’eletto, ascoltatelo”. “Ascoltate Lui, la sua Parola basta: non dovete attendere altro!”, perché in Lui “tutte le promesse di Dio sono divenute sì”.

  Ascoltare è atteggiamento del discepolo. Ascoltare la parola di Gesù per fare nostro il suo stile di vita e il suo messaggio di salvezza. Egli è il nostro unico Maestro; ascoltando Lui potremo seguire il cammino della verità che conduce alla vita e alla vita eterna.

  A Trasfigurazione è stata una manifestazione della Divinità di Gesù, ma anche una anticipazione della gloria della risurrezione. Colui che nella crocifissione sembra uno sconfitto, in realtà è il vincitore.

  

 Don Piero

 

  

PREGHIERA

  

Signore Gesù,

 che ti sei trasfigurato facendoci percepire

la Gloria che tu vivi e che hai preparato

anche per noi, fa che illuminati da questa Luce

sappiamo vivere con coraggio

e fedeltà la nostra vita quotidiana,

anche quando incontriamo le prove o le difficoltà.

Amen!

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TORTOLI' IN CAMMINO 

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IL SETTIMANALE PER RAGAZZI LEGGI COLORA e RIFLETTI

IO VANGELO L.C.R. DOMENICA-17-MARZO-IIQ.
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IL VANGELO A FUMETTI

Vangelo a fumetti - 17 Marzo 2019 - II D
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**** BACHECA NEWS ****

 

AVVISI E PROGRAMMI DELLA PARROCCHIA

Papa Francesco  

Messaggio per la Quaresima 2019

 

«L’ardente aspettativa della creazione  è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio». (Rm 8, 19) 

 

Continua

3. La forza risanatrice del pentimento e del perdono

           Per questo, il creato ha la necessità impellente che si rivelino i figli di Dio, coloro che sono diventati “nuova creazione”: «Se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove» (2 Cor 5,17). Infatti, con la loro manifestazione anche il creato stesso può “fare pasqua”: aprirsi ai cieli nuovi e alla terra nuova (cfr Ap 21,1). E il cammino verso la Pasqua ci chiama proprio a restaurare il nostro volto e il nostro cuore di cristiani, tramite il pentimento, la conversione e il perdono, per poter vivere tutta la ricchezza della grazia del mistero pasquale.

 

  Questa “impazienza”, questa attesa del creato troverà compimento quando si manifesteranno i figli di Dio, cioè quando i cristiani e tutti gli uomini entreranno decisamente in questo “travaglio” che è la conversione. Tutta la creazione è chiamata, insieme a noi, a uscire «dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,21). La Quaresima è segno sacramentale di questa conversione. Essa chiama i cristiani a incarnare più intensamente e concretamente il mistero pasquale nella loro vita personale, familiare e sociale, in particolare attraverso il digiuno, la preghiera e l’elemosina.                 Continua 

 

Via Crucis ogni venerdì di Quaresima

· In Parrocchia: dopo la S. Messa vespertina

· Nei vari rioni alle ore 18:00 

 

 

nel quartiere de

“ZUNTURINU"

 

Nelle seguenti vie: via Logudoro, via Barbagia, via Campidano, via Piemonte, via Sarcidano, via Sicilia, via Sardegna, via Campania, via Ogliastra, via Abruzzo, via Sardegna, via Campania.

 

 

 

 

 


19 MARZO SAN GIUSEPPE

San Giuseppe è patrono dei padri di famiglia, ei carpentieri, dei moribondi oltre che di tutti i lavoratori. San Giuseppe, padre di Gesù e sposo di Maria, è definito proprio per la sua fede, con l’appellativo sobrio e grandioso, di “uomo giusto” perché disponibile ad obbedire fedelmente alla parola di Dio. Non dubitò di Maria circa l’origine santa del concepimento. Il  falegname di Nazareth è stato a suo modo un rivoluzionario perché non obbedì alle leggi del suo tempo per abbracciare la volontà divina. Le notizie dei Vangeli canonici su San Giuseppe sono molto scarne. Matteo e Luca dicono che Giuseppe era un discendente del re Davide e originario di Betlemme. Suo padre si chiamava Giacobbe e pare che fosse il terzo di 6 fratelli. Giuseppe, il cui nome, di origine ebraica, significa “Dio aggiunga”, inteso, in senso lato, come “aggiunto in famiglia”. Abitava nella piccola città di Nazareth dove esercitò la sua professione di  falegname e all’età di circa 30 anni fu convocato dai Sacerdoti del Tempio, con altri scapoli della Tribù di Davide, per prendere moglie. Lei era Maria e a 14 anni, fu data in sposa a Giuseppe. Sposo di Maria e padre putativo di Gesù, guida la Sacra Famiglia nella fuga e nel ritorno dall'Egitto, rifacendo il cammino dell'Esodo. Quando l’angelo comanda a Giuseppe di rifugiarsi in Egitto per sottrarsi alla minaccia di Erode, Giuseppe prende con sé il bambino e sua madre nella notte, e fugge. E’ la figura del vero padre, pronto a tutto. 

 
PREPARIAMO

"SU NENNIRI"

Giovedì Santo - 18 aprile -

 

Una delle tradizioni pasquali diffuse in tutta la Sardegna è la preparazione de “Su Nenniri” . La prima settimana di Quaresima si usa seminare in un piatto, oppure in una ciotola di terracotta, una piccola quantità di grano poggiata sul cotone o su scarti della lavorazione del lino. Il piatto poi viene custodito al buio, le nostre nonne lo conservavano sotto il letto, perché i germogli non devono assumere il colore verde, ma devono rimanere gialli, la semina va innaffiata frequentemente, prestando attenzione però che il cotone non metta la muffa. Il Giovedì Santo Su Nenniri si porta in chiesa, dopo essere stato guarnito con nastri e fiori. Se si vuole ottenere una composizione particolare insieme al grano si possono seminare alcune lenticchie. A Cagliari Su Nenniri viene regalato a parenti e amici come segno di felicità e prosperità, viene messo, come centrotavola, nella tavola di pasqua e conservato finché i germogli non seccano e portiamolo in chiesa!

IL SANTO PADRE                                                    LE OMELIE DI PAPA FRANCESCO

 "LA GRAZIA DELLA MEMORIA,

NON CADERE NELL'AMNESIA"

 

Iniziare la Quaresima chiedendo la grazia della memoria, di ricordare quello che il Signore ha fatto nella nostra vita. Nel cammino verso l'incontro con Cristo risorto, bisogna stare infatti attenti a non volgersi indietro, a non essere sordi nell'anima e al pericolo dell'idolatria. Lo ha ricordato  Papa Francesco nell'omelia della Messa a Casa Santa Marta. La sua riflessione parte dalla Prima Lettura , tratta dal Libro del Deuteronomio (Dt 30,15-20). Si tratta di una parte del discorso che Mosè fa al popolo per prepararlo ad entrare nella Terra promessa, ponendolo davanti ad una sfida che è anche scelta fra la vita e la morte. “E’ un appello alla nostra libertà”, spiega il Papa soffermandosi in particolare su tre parole-chiave di Mosè: se “il tuo cuore si volge indietro”, “se tu non ascolti” – seconda parola - “e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dei” .E “la Quaresima ci aiuta ad andare su questa strada”, prosegue il Papa ricordando che “non ascoltare il Signore” e le promesse che ci ha fatto, è perdere la memoria: è quando si perde “la memoria delle grandi cose che il Signore ha fatto nella nostra vita, che ha fatto nella sua Chiesa, nel suo popolo, e ci abituiamo ad andare noi, con le nostre forze”, con la nostra autosufficienza. Pertanto Francesco esorta a iniziare la Quaresima chiedendo “la grazia della memoria”.

 

  A cura di Marco Ladu

 

 

La Santa Sede

Diocesi di Lanusei

 

 

Comune di Tortolì


Nota di Redazione 

 

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