Benvenuti

NEL SITO DELLA

PARROCCHIA DI SANT’ANDREA

TORTOLI’ (OG)

 

PARROCCHIA DI SANT'ANDREA APOSTOLO

 

ORARI SANTE MESSE

 

Giorni Feriali 

ore 17.00

 

il sabato si celebra

in Sant'Antonio alle

ore 17.00

 

Giorni Festivi

ore 7.30 - ore 10.00

 ore 17.00

 

DOMENICA 20 GENNAIO

 

NELL'OBBEDIENZA

SALVATE LA FESTA E LA GIOIA

 

La gioia della festa delle nozze è salvata da Gesù per intervento di Maria. Dopo aver fatto notare a Gesù che “non hanno più vino”, Maria invita i servi a fare “quello che Egli vi dirà”. Invita i servi e noi a fidarci di Gesù, a obbedire alla sua Parola, anche se i suoi comandi possono risultare strani, Ci invita a non fidarci di altri: è Lui, Gesù, il Cristo, l’unico che può saziare pienamente la nostra sete di felicità ed eternità. L’obbedienza alla sua parola permette a Gesù di compiere il miracolo, di salvare la gioia.

  

Il Vangelo ci racconta oggi il primo miracolo di Gesù ad una festa di nozze a Cana di Galilea: la trasformazione dell'acqua in vino.

Gesù vi era stato invitato assieme ai discepoli e a sua Madre, la quale ad un certo punto si accorge che stava per mancare l'elemento indispensabile per la festa, il vino. Maria allora si rivolge al Figlio con una costatazione che è una richiesta discreta di intervento: "Non hanno più vino". La risposta di Gesù non scoraggia la Madre, che esorta i servi a fare tutto quello che dirà loro: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela''. I servi obbediscono, riempiono le giare di acqua, che si trasforma in vino squisito. Il racconto dell'acqua trasformata in vino a Cana è un racconto simbolico, che rivela Gesù, il Figlio di Dio che porta al mondo la salvezza piena e definitiva promessa dall'Onnipotente per mezzo dei profeti. Nell'Antico Testamento Dio, per descrivere il suo amore, si era più volte paragonato allo Sposo che avrebbe sposato per sempre il suo popolo: «Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo Creatore". La promessa ora si realizza con Gesù. Gesù è Dio che, facendosi uomo sposa l'umanità, unendola per sempre a sé e comunicandole la vita divina. Il miracolo è il segno delle "nozze" di Dio con l'umanità, che si sarebbero celebrate nella morte e risurrezione di Gesù, l'ora nella quale Egli avrebbe dato il vino nuovo, l'amore che sazia pienamente la nostra sete di felicità e di vita. . Il miracolo di Cana ci invita a scoprire Colui che risponde alle attese e alle promesse di gioia che abitano nel cuore di ognuno di noi. Gesù è lo sposo, e quando c'è Lui si fa festa. Senza il vino di Cana la nostra vita si spegne, si banalizza, si copre di noia, di frivolezze. Una vita dove Gesù è assente non va verso la pienezza ma diviene giorno per giorno sempre più arida.

 
Signore Gesù,

tu partecipi alle gioie e ai dolori della nostra vita.

Come a Cana di Galilea,

dona alle nostre famiglie il vino nuovo dell’amore,

della fedeltà, della gioia.

Amen!

SCARICA E LEGGI IL SETTIMANALE DELLA PARROCCHIA

TORTOLI' IN CAMMINO 

Tortolì in Cammino 20 - 26 Gennaio.pdf
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IL SETTIMANALE PER RAGAZZI LEGGI COLORA e RIFLETTI

L.C.R. DOMENICA-20-GENNAIO.pdf
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IL VANGELO A FUMETTI

Vangelo a fumetti - 20 Gennaio 2019 - II
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**** BACHECA NEWS ****

 

AVVISI E PROGRAMMI DELLA PARROCCHIA

 

Percorso di formazione cristiana per adulti

in preparazione alla Cresima a livello cittadino

 

Coloro che desiderano usufruirne sono pregati di rivolgersi

al proprio parroco entro e non oltre il mese di gennaio 2019


SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI

 

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è un’iniziativa ecumenica di preghiera nel quale tutte le confessioni cristiane pregano insieme per il raggiungimento della piena unità che è il volere di Cristo stesso. Questa iniziativa è nata in ambito protestante nel 1908 e nel 2008 ha festeggiato il centenario.  La data tradizionale va dal 18 al 25 gennaio, data proposta nel 1908 da padre Paul Wattson, perché compresa tra la festa della cattedra di san Pietro e quella della conversione di san Paolo; assume quindi un significato simbolico. In realtà, la prima ipotesi di una preghiera per l’unità delle Chiese, nasce in ambito protestante alla fine del XVIII secolo; e nella seconda metà dell’Ottocento comincia a diffondersi un’Unione di preghiera per l’unità sostenuta sia dalla prima Assemblea dei vescovi anglicani a Lambeth (1867) sia da papa Leone XIII (1894), che invita a inserirla nel contesto della festa di Pentecoste. Agli inizi del Novecento, poi, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Joachim III scrive l’enciclica patriarcale e sinodale Lettera irenica (1902), in cui invita a pregare per l’unione dei credenti in Cristo. Sarà infine il reverendo Paul Wattson a proporre definitivamente la celebrazione dell’Ottavario che, per la prima volta, viene celebrato a Graymoor (New York), dal 18 al 25 gennaio, auspicando che divenga pratica comune.

TEMPO ORDINARIO - ANNO C -

VANGELO DI LUCA

Il tempo ordinario, a differenza degli altri tempi liturgici, non celebra un evento particolare della vita del Signore Gesù e della storia della salvezza ma l'evento Cristo nella sua globalità.

E' il tempo della sequela, sul cammino di Gesù verso "il compimento della storia".

Di domenica in domenica si segue il Signore perché i credenti diventino sempre più simili al loro Maestro.

 

Ogni domenica offre un tema particolare che mette in risalto qualcuno tra i molteplici aspetti del "Mistero" Cristiano.

 

La prima lettura, dall'Antico Testamento è in concordanza tematica con il Vangelo in modo che ci sia tra loro un rapporto di promesso - compimento e profezia-realizzazione.

 

Le seconde letture, invece, seguono il filo dell'epistolario paolino e di altre lettere del Nuovo Testamento.

 

Nel tempo ordinario si ricordano la missione del Signore; la vita, le parole, le parabole, lo stile di vita, gli incontri con le persone, il tempo tra­scorso con gli apostoli, i discepoli, le folle, le guarigioni. Ad ognuno è offerta così la possibilità di riscoprire che l'esperienza cristiana nasce da un "Vangelo" che ridà speranza.

 

È in questa ricerca e esperienza di scoperta, di conversione, che si fonda la pienezza della vita cristiana e di ciò che da' senso.

IL SANTO PADRE                                                    LE OMELIE DI PAPA FRANCESCO

LA FEDE VINCE LO SPIRITO

DEL MONDO CHE DIVIDE

Per amare Dio concretamente, bisogna amare i fratelli, cioè pregare per loro, simpatici e antipatici, anche per il “nemico”, non dare spazio a sentimenti di gelosia e invidia, e non fare “chiacchere” che distruggono le persone. È una forte esortazione all’amore, quella che il Papa rivolge, in una delle omelie della Messa a Casa Santa Marta. A dare la forza di amare così, è la fede che vince lo spirito del mondo, che è bugiardo e divide.

 

 

La Santa Sede

Diocesi di Lanusei

 

 

Comune di Tortolì


Nota di Redazione 

 

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