PARROCCHIA

 

SANT’ANDREA APOSTOLO

 

TORTOLI’ 

 

Benvenuti!

PARROCCHIA SANT'ANDREA APOSTOLO

 

ORARI SS. MESSE

 

 

FESTIVI

07.30 - 10.00 - 17.00

 

LUN.MART.MER.GIOV.VEN

17.00

 

SABATO

17.00 (Chiesa S. Antonio)

  

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2020

 

Cristiani si diventa nell'amore

  

 Essere buoni cristiani e uomini onesti perché amiamo la nostra famiglia, essere buoni con i vicini e non fare male a nessuno, non basta. Quello che Gesù ci chiede supera le forze puramente umane, ma ui ci dà anche l’esempio e la grazia per imitarlo. Gesù ci dà il comandamento dell’amore, ma ci dona anche il suo Santo Spirito che è l’Amore che ci rende capaci di imitare il suo modo di amare.

 

 

 Il Vangelo di questa settima domenica del T.O. completa il discorso sulla novità cristiana portata da Gesù rispetto all’Antico Testamento, superando l’antica legge del taglione “occhio per occhio, dente per dente”.

           Questa norma biblica tendeva infatti a mitigare e regolare la vendetta, che poteva essere illimitata, implacabile e feroce: un dente per un dente, un occhio per un occhio. Gesù presenta una visione totalmente diversa, nuova. Non solo non bisogna vendicarsi, ma neppure opporsi al malvagio: “Avete inteso che fu detto: occhio per occhio, dente per dente”; ma io vi dico: “Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori”.

  Gesù vuole sconfiggere la mentalità che c’è dietro la norma del diritto alla vendetta. Per questo Gesù propone una via di superamento attraverso un atteggiamento di amore sovrabbondante. Il male non lo si vince con altro male, ma con il bene.

  Per il cristiano non esistono nemici, perché tutti sono il prossimo. “Amate i vostri nemici”. È questa la frase centrale del brano evangelico. Costituisce la vera, rivoluzionaria novità dell’insegnamento di Gesù. Questa è, in sintesi la “giustizia superiore” che Gesù richiede ai suoi discepoli: l’amore per il prossimo fino al nemico. L’amore verso i nemici è la novità e la caratteristica propria dei discepoli del Cristo.

  Gesù ha invitato e invita i suoi discepoli ad andare oltre ogni tendenza naturale ad amare soltanto quelli che ricambiano il nostro amore. L’amore vero è gratuito e si traduce nel saper rispondere al male con il bene.  Perdonare non significa essere fessi o buonisti, lasciandosi calpestare, ma significa non rispondere con violenza, con il male al male, ma sempre con il bene.  È chiaro che per vivere queste parole, non basta solo il nostro sforzo, ma ci vuole la grazia di Dio, che Lui ci dona, pregando, partecipando ai sacramenti, che ci donano la forza di amare come Gesù.

 

   Don Piero

 

  

PREGHIERA

 

Signore nostro Dio,

sostieni il lavoro educativo delle famiglie e

delle comunità cristiane in favore dei ragazzi:

possano testimoniare sempre la gioia

della vita nuova in Cristo.

Amen!

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TORTOLI' IN CAMMINO 

8 - Tortolì in cammino 23 - 29 Febbraio
Documento Adobe Acrobat 1.2 MB

ED IL VANGELO A FUMETTI,

DA STAMPARE LEGGERE E COLORARE 

Vangelo a fumetti - 23 Febbraio 2020 - V
Presentazione Microsoft Power Point 2.9 MB

  

**** BACHECA NEWS ****

 

AVVISI E PROGRAMMI DELLA PARROCCHIA

MERCOLEDI' DELLE CENERI

Il Mercoledì delle Ceneri è giorno di digiuno e astinenza dalle carni (così come lo è il Venerdì Santo, mentre nei venerdì di Quaresima si è invitati all’astensione dalle carni). Come ricorda uno dei prefazi di Quaresima, <<con il digiuno quaresimale>> è possibile vincere <<le nostre passioni>>  ed elevare<<lo spirito>>.  


MERCOLEDI'

DELLE CENERI

Lasciatevi riconciliare con Dio

Con il rito delle ceneri inizia il cammino quaresimale che ci condurrà, attraverso la conversione, a celebrare la Pasqua di risurrezione nella gioia e nella libertà dei figli di Dio. Un cammino che inizia con un segno di riconoscimento della nostra condizione umana, limitata e soggetta al peccato. Le ceneri che riceviamo sul capo sono il segno della debolezza dell’uomo, della fragilità della nostra esistenza umana, della nostra vita, del nostro corpo, ma anche del nostro amore, dei nostri sentimenti, dei nostri progetti, in una parola del nostro limitr, della nostra piccolezza. La cenere ci richiama all’umiltà e all’austerità, ci mette in guardia dalla tentazione dell’orgoglio e dell’autosufficienza. Tutto questo è espresso nella formula che si usava una volta: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”.

  La formula più usata oggi, “Convertiti e credi al Vangelo”, indica la necessità della conversione per celebrare nella gioia la Pasqua del Signore. Ci siamo allontanati dalla Verità, dall’abbraccio del Padre, sulle strade del nostro egoismo, del nostro peccato. Le tendenze disordinate che ci assalgono non possono essere dominate senza la grazia di Dio e la lotta spirituale per vivere con sempre maggior libertà di spirito nella scelta del bene.

  La liturgia ci invita alla conversione con il profeta Gioele, che esorta così il popolo: “Ritornate al Signore con tutto il cuore”. Non si tratta di una conversione superficiale e transitoria, bensì “con tutto il cuore”, una conversione che arrivi al fondo degli atteggiamenti e dei comportamenti. L’invito è ripreso da San paolo che dice: “lasciatevi riconciliare con Dio”. La conversione è possibile perché Dio è ricco di misericordia, è compassionevole e misericordioso.

  La Quaresima allora ci propone un cammino di quaranta giorni per sperimentare in modo efficace l’amore misericordioso e liberante di Dio. Il tempo di Quaresima è il tempo della Grazia e della salvezza.

 

  Gesù nel vangelo ci mette in guardia da una pratica solo esteriore e ci propone una conversione interiore, attraverso il digiuno, la preghiera, l’elemosina. È un invito a ritornare all’autenticità del nostro rapporto con Dio e con gli altri. Gesù ci invita innanzitutto a liberarci dalla voglia di apparire, di essere approvati, considerati, stimati ed applauditi. Ciò che conta non è quanto gli altri vedono, ma ciò che noi siamo e facciamo davanti a Dio.                           

Graziano Giurati

Al Signore preme la retta intenzione che è tale, quando non cerca la ricompensa degli uomini, ma quella di Dio. Viviamo in un mondo nel quale l’apparire vale più dell’essere, per cui ci si affanna a curare l’immagine, a curare la forma. Il Signore ci invita a liberarci dalla voglia di apparire, di essere approvati, considerati, stimati e applauditi perché quella voglia si insinua anche nelle opere di bene che facciamo  per amore di Dio e del prossimo.

         PIO ESERCIZIO DELLA VIA CRUCIS

 

L

a Via Crucis (dal latino, Via della Croce - anche detta Via Dolorosa) è un rito  con cui si ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota.  Originariamente la vera Via Crucis comportava la necessità di recarsi materialmente in visita presso i luoghi dove Gesù aveva sofferto ed era stato messo a morte. Dal momento che un tale pellegrinaggio era impossibile per molti, la rappresentazione delle stazioni nelle chiese rappresentò un modo di portare idealmente a Gerusalemme ciascun credente. Nella Chiesa cattolica il pio esercizio della Via Crucis è connesso con l'indulgenza plenaria secondo le normali condizioni stabilite dalla Chiesa. Per ottenere l'indulgenza, i fedeli devono pregare sostando in ciascuna stazione, meditando sul mistero della Passione.

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Via Crucis ogni venerdì di Quaresima

 · In Parrocchia:  dopo la S. Messa vespertina

· Nei vari rioni alle ore 18.00

· Venerdì 06/03/2020 quartiere Santa Lucia

   Comitati: Santa Lucia e S. Andrea

 

LE OMELIE DI PAPA FRANCESCO 

 

IL SANTO PADRE

...

 

"IL PAPA : CHI FA LA GUERRA NON SA DOMINARE LE PROPRIE PASSIONI"

 

Papa Francesco dice che non amare il prossimo significa uccidere se stessi. “Quando si accoglie la Legge di Dio nel cuore si capisce che bisogna abbandonare uno stile di vita fatto di promesse non mantenute”. Una bimba di un anno e mezzo che muore per il freddo in Siria, ricorda Papa Francesco, fa piombare nella crudeltà della guerra, delle calamità ma anche nelle conseguenze gravi di passioni incontrollate, di “azioni cattive” che partono dal cuore, culla anche di bontà e di amore. E’ un viaggio tra le cadute e le risalite dell’uomo quello che il Papa presenta all’Angelus in Piazza San Pietro, commentando il passo del Vangelo tratto dal “Discorso della montagna”. E’ una riflessione sui Comandamenti dati a Mosè e un invito a vivere la Legge come “strumento di libertà”, a guidare i desideri perché “non è bene cedere a sentimenti egoistici e possessivi”. La Legge però non esclude l’amore; Gesù sa che non è semplice vivere profondamente i Comandamenti “per questo ci offre il soccorso del suo amore”; “si tratta – continua il Pontefice - di affidarsi a Lui”. E’ quella la via per dirsi davvero cristiani. La strada da percorrere per dirsi cristiani è quella “di progredire sulla via dell’amore che Lui ci ha indicato e che parte dal cuore”. Un cammino che, grazie all’intercessione della Vergine, possiamo vivere “per raggiungere la gioia vera e diffondere dappertutto la giustizia e la pace”. 

   a cura di  Marco LADU

 

 

La Santa Sede

Diocesi di Lanusei

 

 

Comune di Tortolì


Nota di Redazione 

 

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