PARROCCHIA

 

SANT’ANDREA APOSTOLO

 

TORTOLI’ 

 

Benvenuti!

 

PARROCCHIA DI SANT'ANDREA APOSTOLO

 

ORARI SANTE MESSE

 

Giorni Feriali 

ore 19.00

 

il sabato si celebra

in Sant'Antonio alle

ore 19.00

 

Giorni Festivi

ore 7.30 - ore 10.00

 ore 19.00

DOMENICA 14 LUGLIO

 

IL PROSSIMO....COME UN ALTRO TE STESSO

 

Che cosa dobbiamo fare per vivere una vita piena? C’è un segreto per realizzarsi e raggiungere la felicità perfetta ed eterna? Gesù ci dà la risposta: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore… e il prossimo tuo come te stesso”. Il segreto di una vita vera sta nell’amore a Dio e al prossimo, vissuti come un unico comandamento. C’è infatti un legame indissolubile tra l’amore di Dio e del prossimo. L’amore verso Dio trova la sua verifica proprio nell’amore del prossimo.

 

  Abbiamo, generalmente, un concetto errato di quello che significa “prossimo” nella pratica della carità cristiana. In genere, confondiamo il prossimo (vicino) con lontano, con l’uomo che vive ed è abbastanza lontano da noi.

           Chi è il nostro prossimo? È l’altro che incontriamo nel cammino della nostra vita; è colui che cresce, lavora, si rallegra o piange al nostro fianco, colui che non vediamo perché passiamo senza guardare per non impegnarci, colui che è vittima dell’ingiustizia, del furto o dello sfruttamento. Non inganniamoci pensando  a un prossimo che è lontano, che sta morendo, che languisce di fame o vive selvaggio nella selva. Non inganniamoci cercando di praticare una carità astratta. Non chiediamoci costantemente chi sia il nostro prossimo per potergli dimostrare che lo amiamo.

  Amare cristianamente il prossimo è vivere in costante preoccupazione per la felicità terrena ed eterna di tutti coloro che , per volontà di Dio, passano al nostro fianco in questo viaggio terreno, e, per conseguenza, sono alla portata della nostra responsabilità. Procuriamo di vivere sempre la sensibilità del samaritano. Così, il nostro apostolato cristiano non si limiterà ad assicurare il pane, il vestito e il denaro, ma provvederà a seminare la vera parola dell’amore. Non colui che si avvicina a noi, ma colui al quale noi ci avviciniamo e solleviamo dalle eventuali difficoltà con cui vive. Per giungere a Dio, che è la nostra meta, dobbiamo fermarci vicino al prossimo nel nostro cammino: lì troviamo Dio.

  “Il rispetto della persona umana non può assolutamente prescindere dal rispetto di questo principio: I singoli devono considerare il prossimo, nessuno eccettuato, come un altro se stesso, tenendo conto della sua vita e dei mezzi necessari per viverla degnamente”. 

 Don Piero

 

  

PREGHIERA

 

 Signore Gesù,

donaci la gioia di ricominciare ogni giorno,

guardando senza pregiudizi il nostro prossimo,

scoprendo che ogni fratello

è un dono prezioso.

Amen! 

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TORTOLI' IN CAMMINO 

Tortolì in Cammino 14 - 20 Luglio.pdf
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IL VANGELO A FUMETTI

Vangelo a fumetti 14 luglio 2019 - XV do
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AVVISI E PROGRAMMI DELLA PARROCCHIA


Padre Virgilio Mirto sacerdote, educatore, missionario, vittima

 

Padre Virgilio Mirto Nacque a Guasila il 7 Maggio 1910. Il 5 ottobre 1930 fu accolto nel Seminario della Congregazione dei Giuseppini di Asti. Il Parroco Don Pietro Manis presentò il ragazzo con questo attestato: “Assiduo alla Chiesa e frequente ai Santi Sacramenti, distinguendosi fra i suoi coetanei per la Pietà, la fuga dal mondo e il disprezzo del rispetto umano”.

Padre Mirto fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1940.
Tutte le testimonianze su di lui contribuiscono a delineare l’immagine di una persona degnissima, ricca di spiritualità e di umanità, un vero sacerdote e apostolo, dedito esclusivamente al servizio della Chiesa e della Società, in particolare alla cura delle vocazioni sacerdotali per le Missioni, attirando a sé molti giovani, ottimo confessore e padre spirituale, saggio e prudente, forte e dolce, paterno e tenero; vera immagine di Gesù Buon Pastore.

  La caratteristica principale della sua spiritualità fu una grande ansia missionaria; per questo motivo concepì un grande sogno: aprire in Sardegna un Istituto di Formazione per i piccoli aspiranti missionari.

  Il 24 novembre 1946, il Vescovo d’Ogliastra Mons. Basoli accolse Padre Mirto nella sua Diocesi, dando la disponibilità dell’ex Seminario di Tortolì per aprire quello che sarebbe stato l’Istituto Sardo Missioni Estere. Ben presto arrivarono in Seminario  12 giovinetti aspiranti missionari, provenienti da vari paesi della Sardegna.

  La morte tragica e gloriosa interruppe questa nuova esperienza missionaria.
Il 15 luglio 1947 Padre Virgilio Mirto compì un gesto eroico offrendo la sua vita per amore, per salvare la vita di alcuni dei suoi piccoli allievi missionari che rischiavano di perdere la vita nel mare di Orrì, sul lido accanto ad Arbatax. Padre Virgilio si buttò in mare per soccorrere i suoi figli, riuscì a salvarli tutti, e il Signore lo accolse come un vero sacrificio di amore che si dona senza misura. Il corpo di Padre Mirto venne ritrovato più tardi, la sua mano irrigidita stringeva devotamente il crocifisso che aveva appeso al petto. La sua morte
suscitò una grande impressione collettiva, la stampa locale ne parlò in toni di commosso elogio.

  Questa morte portò i primi missionari in Sardegna. La Divina Provvidenza non volle che l’opera iniziata da Padre Mirto andasse perduta, così i primi Apostolini Missionari di Padre Mirto continuarono la loro formazione religiosa e missionaria sotto la guida dei Missionari Saveriani di Parma che raccolsero la ricca eredità spirituale e il progetto missionario di Padre Mirto.

                   Padre Mirto con i giovani aspiranti missionari

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Buone vacanze a tutti

IL SANTO PADRE

LE OMELIE DI PAPA FRANCESCO

 

"I MIGRANTI SONO PERSONE

NON QUESTIONI MIGRATORIE " 

 

Idealmente sono tutti là nella Basilica di San Pietro, evocati dalle parole del Papa. “In questo sesto anniversario della visita a Lampedusa – sottolinea infatti Francesco -, il mio pensiero va agli “ultimi” che ogni giorno gridano al Signore, chiedendo di essere liberati dai mali che li affliggono. Sono gli ultimi ingannati e abbandonati a morire nel deserto; sono gli ultimi torturati, abusati e violentati nei campi di detenzione; sono gli ultimi che sfidano le onde di un mare impietoso; sono gli ultimi lasciati in campi di un’accoglienza troppo lunga per essere chiamata temporanea. Essi sono solo alcuni degli ultimi che Gesù ci chiede di amare e rialzare”. l Papa, che già ieri, domenica, all’Angelus aveva pregato per i migranti morti nel raid in Libia, lo dice apertamente nel corso dell’omelia. “Sono persone, non si tratta solo di questioni sociali o migratorie! “Non si tratta solo di migranti!”, nel duplice senso che i migranti sono prima di tutto persone umane, e che oggi sono il simbolo di tutti gli scartati della società globalizzata”.  Ecco perché Francesco richiama a un impegno a 360 gradi. "Gesù - dice - rivela ai suoi discepoli la necessità di un’opzione preferenziale per gli ultimi, i quali devono essere messi al primo posto nell’esercizio della carità". Nel corso della Messa si prega anche per i soccorritori: "Signore Gesù, benedici i soccorritori nel Mar Mediterraneo, e fa crescere in ciascuno di noi il coraggio della verità e il rispetto per ogni vita umana".  

 A cura di Marco Ladu

 

 

La Santa Sede

Diocesi di Lanusei

 

 

Comune di Tortolì


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